Asilo Quaqquaraquà, dichiarazioni madri e insegnanti dopo intervista direttrice, da 7giorni n. 6/2011

23.03.2011 00:00

L’improvvisa chiusura il 20 settembre scorso del nido Quaqquaraquà è ancora una ferita aperta. Dopo le dichiarazioni rilasciate al nostro giornale dalla direttrice Fiorella Montis, siamo stati contattati dalle maestre dell’asilo e da un gruppo di genitori, che, indipendentemente le une dagli altri, hanno voluto renderci noto la loro posizione sulla vicenda.

Le maestre Francesca, Luana, Annalisa ed Elena ci parlano di una situazione ingestibile già da diverso tempo. Così riassumono la successione degli eventi, toccando i temi più controversi.

«L’ultimo stipendio percepito è stato quello di giugno, pagato peraltro a luglio. Non è vero che si sia trattato di un ritardo sporadico: ed oggi non abbiamo più recuperato né le mensilità di luglio, agosto e settembre, ne’ TFR e ferie, e sfidiamo chiunque a dimostrare il contrario. Ma non è stato solo il mancato pagamento degli stipendi a spingerci alla disoccupazione: alla riapertura della scuola, Fiorella ci ha dato informazioni sufficientemente gravi da giustificare scelte anche estreme. Non è vero che le nostre dimissioni sono state improvvise, le avevamo preannunciate già da una settimana e consegnate il venerdì prima della chiusura. In quel periodo, la direttrice si era resa irreperibile, lasciandoci così nella più totale incertezza. Non siamo sprovvedute né irresponsabili: con la crisi che c’è, abbandonare un lavoro a tempo indeterminato non è certo una scelta che si compie a cuor leggero.»

Le maestre non erano state convocate per l’incontro di novembre, in cui la direttrice, dopo il periodo di malattia, aveva voluto incontrare i genitori. Di questo riferiscono Mara e Cinzia, mamme di bambini iscritti al nido.

«E’ stato un incontro frettoloso, la signora Montis rispondeva in modo evasivo a tutte le domande più specifiche. Né abbiamo condiviso la scelta di non convocare le educatrici, verso cui abbiamo espresso la massima fiducia e solidarietà, avendo visto direttamente quanto si siano spese in prima persona per aiutare i nostri figli nel momento della massima gravità.»

Quanto alla chiusura, il giudizio che esprimono è chiaro.

«Il vero dramma per noi è stato gestire la mancanza di preavviso. E’ impossibile che chi lavora con i bambini possa permettersi di sparire di colpo senza comprendere la gravità del disagio creato, alle famiglie e soprattutto ai bimbi, costretti al trauma di un nuovo inserimento. Ci teniamo a far sapere che, a nostro avviso, la signora Montis ha dimostrato di non avere la capacità gestionale di rivolgersi ai bambini.»

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