Asilo Quaqquaraquà, intervista direttrice, da 7giorni n. 4/2011

23.02.2011 00:00

Il 3 gennaio scorso ha riaperto l’Asilo Nido Quaqquaraquà di via Rogoredo 21. La struttura aveva chiuso improvvisamente lo scorso 20 settembre, suscitando un coro di polemiche. Oggi incontriamo nuovamente la direttrice, dottoressa Fiorella Montis, che con sincera disponibilità ci racconta quanto accaduto e le novità della struttura.

Perché l’Asilo ha chiuso?

«Perché la maestre non si sono presentate al lavoro. Il nido era ed è in regola con tutto. Quello che è successo è stato un evento straordinario non previsto e soprattutto non giustificato.»

Si era detto che le insegnanti erano rimaste senza stipendio da mesi.

«Questo è assolutamente falso, ho le contabili dei bonifici effettuati. Solo l’ultimo mese abbiamo dovuto posticipare i pagamenti per un ritardo nell’incasso di una fattura dal Comune. Ma il ritardo nel pagamento di una fattura non può giustificare l’interruzione di un pubblico servizio. In quel periodo ho avuto gravi problemi di salute: purtroppo le maestre hanno frainteso la mia malattia, interpretandola come un fallimento dell’attività. Sicuramente mal consigliate da qualcuno, hanno fatto la scelta peggiore.»

Parte lesa della vicenda sono state soprattutto le famiglie. Quando è riuscita a incontrare i genitori?

«A metà novembre. C’era molta rabbia all’inizio. La struttura era rimasta chiusa e alcuni oggetti dei bambini erano rimasti all’interno. Ho spiegato la situazione, i genitori hanno recuperato tutto e soprattutto ho garantito che avrei restituito le rette anticipate e non fruite, almeno per gli iscritti non convenzionati con Comune.»

Tanta fatica e pazienza sono state finalmente premiate: l’asilo è tornato alla sua funzionalità. Quali sono le novità?

«L’Asilo si presenta oggi con personale e progetti nuovi. Vogliamo offrire alle famiglie un ambiente sereno e rispettoso, multiculturale e internazionale. Al proposito abbiamo avviato collaborazioni con associazioni di cittadini stranieri, per offrire loro un servizio convenzionato di nido. Alle comunità straniere preme di più inserire i figli in una scuola che tuteli la loro cultura: da questa premessa è cominciata la convenzione con l’Associazione Sri Lanka Onlus, di cui ospitiamo una ventina di bambini.»

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