E per questo chi paga? (lo scriteriato allarmismo dei media fa più danni di lavori mal fatti), da 7giorni, n. 16/2010

29.07.2010 00:00

A quanto pare, la città non verrà distrutta all’alba. Con buona pace dei cittadini di Santa Giulia, tuttora sani e fertili, ma alle prese con una serie di problemi provocati alle loro spalle da una joint venture di irresponsabili.

I primi ovviamente sono i soliti noti, da Grossi a Zunino, passando per i legali rappresentanti di Santa Giulia S.p.A., Lucchini & Artoni ed Edil Bianchi. Ossia, coloro che hanno messo le mani nel macrocantiere permanente e che ora sono sotto inchiesta.

Ci sono poi le istituzioni, che a tutt’oggi cercano con imbarazzo di smarcarsi dall’accusa di aver vigilato con eccessiva superficialità alla bonifica del territorio. Istituzioni che, tuttavia, hanno compreso la gravità della situazione, presentandosi immediatamente in quartiere per un incontro pubblico. Mercoledì 21, all’indomani dell’apertura dell’inchiesta, l’assessore Masseroli in prima persona ha voluto rassicurare i cittadini se non altro sui temi più preoccupanti. Con lui c’erano il presidente del Consiglio di Zona 4, Paolo Zanichelli, la dott.ssa Gussoni, responsabile del Comune per le attività di bonifica, il dott. Carrettini, presidente di Metropolitana Milanese, ente che gestisce le acque potabili, ed il consigliere comunale Natale Comotti. In sintesi,l’assessore ha voluto evidenziare tre aspetti: primo, l’assoluta sicurezza delle acque potabili, che non attingono alla falda inquinata ma ad una più profonda, e che proviene da pozzi posti a monte delle zone contaminate; secondo, la ferma intenzione di concordare con la procura i tempi per il dissequestro dell’asilo e del parco Trapezio, oggetto quest’ultimo del rinvenimento di materiali di risulta assolutamente non inquinanti, ma semplicemente non conformi al corretto riempimento del terreno. Terzo, che il ritrovamento di materiali inquinanti non coinvolge l’area residenziale, già certificata in questo senso da Arpa, ma solo l’area ex Montedison, dove tra le maglie dei controlli, invero non impeccabili, si è abusivamente potuto scaricare materiali impropri.

Da segnalare l’assenza della stampa (7giorni escluso), di quella stessa stampa che si era resa responsabile delle folli 24 ore di sciacallaggio mediatico. Di fatto, il terzo soggetto coinvolto nel danno a Santa Giulia. Terzo, ma non per questo il meno responsabile. Anzi.

Ansiosa di scavalcare il significato della doverosa apertura di un’inchiesta per dipingere il quartiere come lo scenario ideale per un film apocalittico, la stampa nazionale ha di fatto alimentato attacchi di panico, rissosità da osterie e, quel che è peggio, un danno oggettivo, di immagine e di sostanza, che nessuno potrà mai risarcire.

I cittadini di Santa Giulia chiedono fermamente spiegazioni e soluzioni. Non certo questo genere di attenzioni, morbose e malsane più delle fantomatiche esalazioni descritte.

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