PROMENADE: Il nostro presente, il nostro futuro.

20.04.2011 14:56

 

Uno stagno a sud. Montagnette di risulta a nord. Di qui le rane, di là i fagiani. In mezzo l’unico lascito di un progetto entusiasmante, concepito come transito pedonale per permettere ad abitanti e visitatori di passare dalla stazione al Centro Congressi, o al parco, o alle realizzazioni commerciali promesse dai grandi investitori oggi in fuga. E se anche qualcosa sembra muoversi, possiamo fidarci ancora di un futuro scritto per noi da altri?

La nostra Promenade è tutto ciò che abbiamo, e che siamo sicuri avremo per sempre: non può permettersi di diventare un tronco di binario morto.

Abbiamo visto tutti la via Cassinari trasformarsi in un carosello festante in occasione della festa del 27 marzo. Quel pomeriggio, più che mai è balzata agli occhi la vocazione familiare del nostro nuovo quartiere.

Può via Cassinari diventare un richiamo per le famiglie? Sì. Anzi, deve diventarlo.

Genitori e figli devono poter scendere in una strada mai deserta, i commercianti devono tornare ad occupare gli spazi a disposizione, la bellezza e la novità del progetto deve sapersi mostrare alla città con sicurezza e originalità.

Cosa avremo a disposizione a transenne rimosse?

Le vasche.

Le vituperate vasche da riempire devono diventare qualcosa di più di un semplice vezzo estetico, esposte come sono al rischio di derive di inciviltà collettiva. Sia che le vasche possano essere riempite d’acqua, come destinazione originale vorrebbe, sia che per vari motivi, periodicamente alimentati da voci incontrollate, si debba decidere di renderle aiole.

Si può farne qualcosa di nuovo e di valido?

Si può e si deve, perché di fossati morti non ne vogliamo.

Pensiamo allora alla meraviglia delle installazioni che in grandi città europee richiamano cittadini e turisti: la fontana Strawinskij a Parigi, la fontana del carnevale a Basilea, la fontana Sifferrt a Friburgo. Tutte opere dell’artista Jean Tinguely, installazioni cinetiche che sfruttano l’acqua per prendere vita, capaci di stupire i bambini e affascinare i grandi.

Milano, fucina di creatività e design, potrebbe affidare ai giovani artisti la responsabilità di “animare” le vasche di Santa Giulia, sfruttando un contesto già di per sé dinamico, trattandosi di una passeggiata, in un teatro di modernità sostenibile e organica, rappresentato dalla cornice residenziale.

Non dovesse realizzarsi la vocazione acquatica della via, Santa Giulia potrebbe diventare l’anteprima dell’Expo 2015.

Basterebbe rendere le vasche dei piccoli appezzamenti e tramutarli in orti.

Follia? Non credo: il tema dell’alimentazione sostenibile è ciò che ha permesso a Milano di conquistare l’Expo (e sentirlo rimettere in discussione non depone certo a favore della credibilità degli organizzatori istituzionali).

Il patrimonio agricolo della nostra città è testimoniato dall’esistenza, a pochi passi da noi, del Parco Sud, costantemente a rischio cementificazione, e dalle decine di cascine che sorgono sul nostro territorio, di cui ben 13 nella nostra zona. Molte di queste sono attive e produttive, basti pensare alla vicinissima cascina Merezzate.

Affidare alle cascine la gestione di ogni spazio trasformerebbe la via in un percorso culturale e didattico sulla realtà agricola, sul biologico, sullo sviluppo sostenibile.

Senza costi per i residenti, in quanto la cura dei terreni e delle strutture sarebbe responsabilità dei soggetti che da questa vetrina trarrebbero vantaggi materiali e di immagine.

Progetti, idee in movimento, presente che vuole diventare futuro, realtà in cambiamento.

Credo fermamente nella vocazione attrattiva di Milano e nello spirito creativo italiano, che ha trasformato il nostro paese nello scrigno dei gioielli artistici e culturali che il mondo ci invidia.

Possiamo esserne parte anche noi.

La Promenade non può morire di inerzia. Ci vogliono solo coraggio, creatività ed entusiasmo.

© 2010 Tutti i diritti riservati.

Crea un sito web gratisWebnode