Intervista a Natale Comotti, da 7giorni, n. 24/2010

04.11.2010 00:00

«Non parliamo di Rogoredo come di una periferia degradata.» Natale Comotti, Presidente della Cooperativa Edificatrice di Rogoredo, su questo è intransigente. «Dire “degradata” è in come affermare una rassegnazione. Le difficoltà ci sono, ma non possiamo negare la dignità dei cittadini.»

Da sempre le cooperative a  Rogoredo svolgono un ruolo che va al di là della semplice edificazione. Quali sfide bisognerà affrontare?

«Bisogna recuperare una dimensione comunicativa e aggregativa fra tutti i cittadini, e dimostrare nel concreto che solo attraverso la condivisone dei problemi si possono trovare le soluzioni. Esempio, il problema sicurezza: la presenza sul territorio e la comunicazione sono misure di prevenzione e dissuasione, le telecamere di identificazione, a reato avvenuto.»

Da dove intendete cominciare?

«Una realtà importante è quella del centro sportivo, attualmente gestito dalla società Rogoredo ’84. Bisogna valorizzarlo come parte di un sistema di luoghi di aggregazione. Quelli storici, come la parrocchia e il Circolo Mondini, e quelli nuovi, legati a Santa Giulia. Come il Parco Trapezio.»

Nel recente monologo di Roberto Saviano, Santa Giulia è apparsa in cima all’elenco dei cantieri milanesi con infiltrazioni mafiose.

«Se dovesse rivelarsi vero, sarebbe triste e preoccupante. Il dovere di tutti è vigilare affinché, estirpata la pianta, non rimanga la radice. E che nessuno la possa alimentare, anche inconsapevolmente.»

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