Un cammino di bellezza e fede

22.04.2011 10:19

Immaginiamo di voler raggiungere a piedi l'abbazia di Chiaravalle.

Se ci muovessimo dai giardini di via Rogoredo, costeggeremmo la cascina Palma. Corte cinquecentesca, punto fermo della storia del nostro quartiere, che ancora attende il compimento di un progetto del 2004 approvato dal Consiglio di Zona. (qui per approfondire www.quattronet.it/103_febbraio/cascina%20palma.htm )

Portandoci sul fondo, possiamo salire i gradini di una scalinata sporca, dai corrimano arrugginiti: arriviamo al passaggio pedonale lungo il cavalcavia Pontinia. Un consiglio: fermatevi un istante a sbirciare Rogoredo da lassù, soprattutto alla luce del tramonto.

Scendendo dall’altra parte, passiamo sotto il cavalcavia. Lì, lungo la via Sant’Arialdo, la principale arteria di collegamento con Chiaravalle, si interrompe la nostra tranquilla passeggiata.

Non esiste il marciapiede, il prato è cintato. Dall’altra parte, un reticolo di binari attende di essere smantellato.

Troppo pericoloso per appropriarci del tragitto.

Se anche proseguissimo, toccheremmo tre stazioni della fallimentare politica urbanistica dell’Amministrazione: i binari morti a sinistra, l’ingresso al Porto di Mare a destra (della Cittadella della Giustizia non si sa più nulla), e soprattutto, percorreremmo un tratto della cosiddetta Cinta Urbana Verde, un anello ciclopedonale destinato a incrociare i promessi Raggi Verdi e, naturalmente, tutto ancora da immaginare. Niente raggi, niente cinta: a sognare progetti faraonici, si perde di vista l’occasione di costruire semplici e circoscritte alternative, che diventerebbero i mattoni di un progetto futuro.

Perché dalla metropolitana di Rogoredo non ipotizzare semplicemente un percorso ciclopedonale per raggiungere l’abbazia?

Rogoredo FS diventerebbe una fermata di richiamo per turisti e pellegrini, viva anche e soprattutto durante le feste. Si potrebbe aggiungere una doppia dicitura, Rogoredo FS - Chiaravalle, come accade in centro per Cadorna - Triennale.

Il percorso meriterebbe di essere valorizzato: indietro nei secoli, come i milanesi diretti a Roma, vedremmo apparire la Ciribiciaccola come un faro. Lungo le tappe del cammino, pannelli esplicativi potrebbero alternarsi a moderne installazioni di arte sacra, dando vita ad un’esperienza estetica e spirituale unica e innovativa.

La storia delle nostre terre vive giorno dopo giorno, e noi ne siamo parte. Non pensiamo che non ci riguardi.

Non rassegniamoci al brutto.

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