Un percorso inedito, a Milano, d'estate. Da 7giorni, n. 16/2010

29.07.2010 00:00

Immaginate di trovarvi nel luogo dove san Barnaba apostolo cominciò a raccontare il Vangelo. Afferrate la coda della cometa ed andate a visitare il sepolcro dei re magi. Stupitevi di fronte al più antico esempio di mosaico della cristianità. Infine, aggiratevi nel cuore dello sterminato palazzo di un imperatore romano. Nel frattempo ammirate capolavori medievali, rinascimentali, barocchi, liberty. Quante città pensate di dover toccare per tutto questo? Una. A portata di metropolitana.

La sconosciuta Milano, la città d’arte invasa dai giapponesi e snobbata dei meneghini, propone innumerevoli itinerari segreti e sorprendenti. Sperando in una giornata meno asfissiante, per quest’estate ve ne suggeriamo uno, con poche spiegazioni e molte sorprese.

Si parte alla Crocetta (M3). Verso sud in Corso di Porta Vigentina, la chiesa di Santa Maria al Paradiso ci racconta del discepolo Barnaba, mostrando la lapide in cui la leggenda vuole che il santo avesse piantato la croce il 13 marzo del 55 d.C., fondando la diocesi di Milano e la tradizionale festa del Tredesin de Marz. Tornando indietro, procedete lungo corso di Porta Romana: imperdibile la basilica paleocristiana di San Nazzaro. Voltate ad est, lungo via Santa Sofia. Costeggiando eleganti palazzi e bei giardini, raggiungerete corso Italia. Verso sud, il suggerimento è un vero gioiello: la doppia chiesa di Santa Maria presso San Satiro. San Satiro è quello che resta di una chiesa medievale, Santa Maria è un capolavoro del rinascimento, che sorprende per la ricchezza e l’equilibrio della sua facciata, realizzata dal celebre architetto Amedeo, lo stesso della Certosa di Pavia e di parti del Duomo. In fronte alla chiesa, imboccate via Cosimo Del Fante, fiancheggiata da palazzi novecenteschi: una gioia per occhi appassionati di architettura. La via termina a ridosso del parco delle basiliche, nell’ambito del quale troverete due testimonianze della ricchezza artistica di Milano. A sud, la basilica di Sant’Eustorgio, che fra altro ospita il sepolcro dei Re Magi, le cui spoglie vennero seguito trafugate dal Barbarossa; imperdibile, al suo interno, la cappella Portinari, magistralmente affrescata da Vincenzo Foppa. A nord, superata la porta Ticinese medievale, la basilica ottagonale di San Lorenzo, simbolo della Milano paleocristiana, fronteggiata dalle celebri colonne, che racchiude la cappella di Sant’Aquilino, il cui mosaico del Cristo Filosofo attesta l’uso della tecnica, in stile tardo antico, ben prima di quelli ravennati.

A questo punto, un consiglio: andate verso nord, e perdetevi. Mantenendo salda la bussola, e sorpendendovi per scorci di inaspettata tenerezza, ma anche purtroppo per la trascuratezza e il vandalismo, dovreste arrivare nella zona di via Brisa, presso i resti romani più interessanti di Milano: due torri di guardia delle mura, il museo archeologico e soprattutto le vestigia del palazzo dell’Imperatore Massimiano, che fra gli altri governò la città ormai capitale dell’Impero d’Occidente.

Potete terminare il giro con il monastero di San Maurizio, con gli affreschi del Luini, e l’insuperabile barocco del Palazzo Litta in corso Magenta.

Rimane altro? Tanto, forse troppo. Da raccontare in una prossima puntata.

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