Una lezione dalle zone

24.05.2011 08:47

Milano si è già espressa. Sonoramente e senza sconti.

Per la prima volta, tutte le circoscrizioni della città hanno una maggioranza di sinistra.

Una maggioranza netta, che sfiora quasi dappertutto il 50% dei consensi.

Quanto conta questo risultato? Sul piano politico moltissimo: la maggioranza dei milanesi ha dichiarato categoricamente di volere un netto cambio di rotta nell’amministrazione della città.

Sul piano amministrativo, rischia di influire meno.

I limitati poteri dei CdZ non aiutano a impostare una politica nuova, in cui i problemi dei cittadini siano la premessa e non la conseguenza delle scelte di chi governa.

E rimane sospeso ancora l’esito del ballottaggio.

Una vittoria di Pisapia vorrebbe dire innescare quel cambiamento che i milanesi hanno già dichiarato di volere.

Una vittoria della Moratti renderebbe la città ingovernabile.

Costretta a ricompensare i presunti amici che, in cambio di un appoggio al ballottaggio, potrebbero alzare la voce. Costretta a governare con l’opposizione intransigente dei parlamentini di zona. Costretta ancora una volta a indirizzare le opere più lucrose verso la Compagnia delle Opere.

Soprattutto, costretta a fare di Milano una vetrina per la tracotante arroganza del Premier, che ancora una volta rischia di trascinare le sue armate alla vittoria con i metodi a lui più congegnali: fango, calunnie, violenza e minacce.

Distogliere l’attenzione dei milanesi dalla città e buttarla sulle paure più irrazionali è l’unica speranza che il regime ha per non mollare la presa sul potere.

C’è da lottare affinché questo non accada: le nostre nuove maggioranze in Zona devono essere la carta in più che la coalizione a sostegno di Pisapia deve giocarsi per portare a termine felicemente l’avventura cominciata con le primarie dello scorso autunno: un miracolo di partecipazione e consenso a cui nessuna mistificazione potrà togliere forza.

Che siano quindi i nuovi amministratori locali, i presidenti di zona, i candidati eletti a dare il loro contributo alla vittoria finale: forti di un consenso che la democrazia ci ha riservato, riversiamoci nelle strade e tra la gente, e confermiamo il nostro impegno per cambiare la nostra città. Ricordiamo a chi si è già fidato di noi che il cammino non è finito. La città compia lo sforzo decisivo andando al voto domenica e scegliendo Giuliano Pisapia sindaco. Dopodiché, gli sforzi saranno i nostri: gli sforzi dolcissimi di dare forma al consenso ricevuto.

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